Il vescovo Mogavero a Castelvetrano: “No a questo modo truffaldino di agire”

25 marzo 2019 di Egidio Morici

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“Dopo gli eventi che si sono verificati in questa città e non solo, occorre riflettere sulla genuinità e sulla gratuità delle relazioni, in antitesi a questa corruzione dilagante, a questo modo truffaldino di agire”.
 
Sono le parole del vescovo Domenico Mogavero, durante l’incontro con gli amministratori dei comuni della diocesi, nel consueto ritiro di preparazione alla Pasqua, che quest’anno si è svolto sabato scorso nella chiesa di Santa Lucia del quartiere Belvedere a Castelvetrano.
 
E sulla qualità delle relazioni, ha aggiunto che “Sui social, spesso si è uno contro l’altro armati e si tira fuori il peggio di se stessi. Commenti sporchi, violenti per una partita di calcio, che fondano le relazioni sull’insulto”.
 
Una distorsione che oggi è presente anche nella politica: “Io ricordo che in parlamento una volta non ci si insultava mai – ha sottolineato il vescovo – ma c’era il confronto guardando l’altro con rispetto. Si era avversari. Oggi si è nemici”.
 
I presenti hanno avuto modo di riflettere sul brano evangelico di Giovanni, “La donna di Samaria”, simbolo di resistenza nel quotidiano e rottura degli schemi ebraici del tempo.
 
Diversi amministratori locali hanno condiviso le proprie riflessioni.
 
Si è commosso il sindaco di Vita, Giuseppe Riserbato, parlando della sua esperienza su un letto di ospedale, quando pensava ormai che non ce l’avrebbe fatta ed invece ha ricevuto una seconda possibilità.
 
In rappresentanza del comune di Castelvetrano c’era la dottoressa Maria Concetta Musca, della terna commissariale alla guida del comune dopo lo scioglimento per mafia nel 2017.
 
“Questa chiesa mi ha accolta quando, inizialmente, ho avuto un senso di smarrimento rispetto a ciò che ero chiamata a fare – ha affermato – La politica raramente parla il linguaggio della religione, ancora meno quello della morale. Invece dovrebbe farlo, perché quando si antepongono gli interessi personali, mortificando i bisogni della collettività e dimenticandosi della dignità dell’uomo, si mettono dei pesi insopportabili sulle spalle della gente. E allora bisogna fermarsi a riflettere. La corruzione è una malattia del cuore e va combattuta con ogni mezzo”.

E i protagonisti di questa lotta potrebbero essere proprio i cittadini del quartiere Belvedere.

In questa parrocchia di don Baldassare Meli, c’è da anni una bella realtà di impegno e volontariato rappresentata dall’associazione “Gli amici del Colibrì”, un gruppo di giovani che ha annunciato una singolare iniziativa, accolta favorevolmente dall’arciprete don Giuseppe Undari: la Via Crucis del Venerdì Santo, non al centro storico come si è sempre fatta, ma tra le palazzine del quartiere Belvedere. Il 12 aprile l’appuntamento sarà quindi per le nove di sera, con l’illuminazione fatta con le candele ed il percorso tracciato con dei lumini.
 
Il buio causato dai furti di rame e l’impossibilità di riaccendere i lampioni a causa della mancanza di fondi del comune, si trasformerebbe quindi in un suggestivo momento religioso.
 
Un simbolo di speranza, anche per i non credenti.
 
Egidio Morici per TP24.it

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