Castelvetrano. Dalla Cina con furore, all’insaputa dei 5 Stelle

30 maggio 2019 di Egidio Morici

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Arrivano i cinesi a Castelvetrano.
 
Il primo consiglio comunale è fissato per il prossimo venerdì, ma una delegazione della città di Siping (quasi 3 milioni e mezzo di abitanti già nel 2010) a circa 5 ore di treno da Pechino, ha già incontrato il neo sindaco 5 Stelle Enzo Alfano.
 
Più che un incontro istituzionale, quella di ieri è stata una specie di improvvisata, una sorpresa.
 
Talmente inaspettata da generare malcontento tra i consiglieri comunali di minoranza, che non sono stati invitati.
 
Ma la cosa più curiosa è che della visita cinese non sapevano nulla nemmeno i consiglieri 5 Stelle. Nemmeno il sindaco Alfano.
 
Si trovavano lì per ragioni che con i cinesi non avevano nulla a che fare, ovvero un incontro con altri due consiglieri comunali: Alessandro Baracco di Erice ed Aldo Rodriguez di Marsala.
 
Incontro fissato già più di una settimana fa ed interrotto dalla visita della delegazione di Siping, guidata dall’ex candidato sindaco di “Legalmente”, Antonino Giaramita.
 
Sì, perché l’organizzatore dell’incontro è stato proprio il leader della lista civica nata da una costola (non riconosciuta) della Lega. Lista che però in queste recenti amministrative non è riuscita ad avere alcuna rappresentanza in consiglio.
 
Tutti, compreso forse lo stesso primo cittadino, hanno saputo della visita degli orientali, pochi minuti prima che arrivassero, avendo dato poca attenzione al comunicato stampa diffuso il giorno precedente dallo stesso Giaramita.
 
Insomma, è stato proprio come quando, improvvisamente e senza annunciarsi, ti viene a trovare un parente stretto o un vecchio amico.
 
Con la differenza che in questo caso è arrivata una delegazione istituzionale di una grande città cinese, con tanto di vicesindaco (Zhang Jun), accompagnatori ed interprete.
 
Ma siccome il comune è in dissesto e i cinesi sono ricchi, forse qualsiasi sindaco li avrebbe fatti entrare. E pazienza se non avevano l’appuntamento e se non si è parlato di progetti ed interessi concreti. Anche perché sarebbe stato prematuro.
 
Ecco perché il primo incontro, anzi la prima improvvisata, si è basata da un lato sulla disponibilità a collaborare e dall’altro su quanto i cinesi siano rimasti favorevolmente impressionati dalle nostre bellezze architettoniche. Oltre che da quelle di Mazara del Vallo, perché prima hanno fatto un giretto anche lì.
 
E poi? Tutti al ristorante.
 
Anzi, proprio tutti no. Nessun consigliere pentastellato. O meglio, nessun consigliere, né di maggioranza né di minoranza. E nemmeno il sindaco.
 
A tavola con la delegazione di Siping, in uno dei migliori ristoranti della città, c’era invece Giaramita, un paio di ex candidati della sua lista (consiglieri mancati per un pelo o quasi), un ingegnere edile di Castelvetrano ed un imprenditore di Mazara.
 
Ma perché ai cinesi interessa proprio Castelvetrano (e Mazara)? E’ la prima volta che vengono qui in Italia?
 
No. Perché nel giugno dell’anno scorso la delegazione di Siping (composta da sei rappresentanti del comune, due del settore farmaceutico e uno dell’immobiliare) si girò alcuni comuni in provincia di Cuneo accompagnata dall’allora sindaco di Barge, Luca Colombatto, attraverso un progetto che si chiamava “Vite ad Oriente”: 1000 chilometri tra Torino e Cuneo, incontrando anche le aziende del territorio ed i produttori di Castellinaldo d’Alba.
 
Abbiamo chiesto a Luca Colombatto che sviluppi ha portato quella visita.
 
E’ stato firmato un protocollo di amicizia tra il comune di Siping e quello di Castellinaldo d’Alba, in modo da proseguire scambi economico-culturali. Poi hanno fatto degli acquisti, ordinando un container di vino, che è un prodotto tipico del territorio, e si sono instaurati dei rapporti commerciali.
 
Ma perché hanno cercato proprio voi?
 
A Barge i cinesi sono tantissimi, fanno parte del 17% della popolazione. Abbiamo instaurato un rapporto di reciproco rispetto. Per esempio, le lettere per la tariffa rifiuti vengono scritte anche in mandarino, così come alcune indicazioni stradali.
 
Finché i nostri prodotti vengono esportati e qui arrivano i loro capitali, non c’è nessun problema. Diventa un problema quando invece si verifica il flusso contrario. Certo, i cinesi hanno il difetto che copiano qualsiasi cosa e bisogna stare attenti alle contraffazioni. Ma nel nostro caso, il vino ed il tartufo sono prodotti molto legati al territorio ed è davvero difficile copiarli.
 
Inoltre stanno provando un grosso interesse per i paesaggi. Ed i nostri comuni sono riconosciuti come paesaggi Unesco, per cui sta nascendo una possibile interfaccia di promozione turistica.
 
C’è la possibilità che a Castelvetrano possano interessarsi a rimettere su l’area di un vecchio campo di aviazione militare, magari per uso turistico. Potrebbe essere compatibile con il loro approccio? Chiediamo a lei che, in fondo, li conosce un po’ meglio.
 
Loro sono molto presenti in Africa, dove stanno comprando tantissimo. Un aeroporto che colleghi l’Africa e l’Italia può sicuramente essere di loro interesse.
 
Egidio Morici per TP24.it

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