Castelvetrano, la persona intercettata nella trascrizione data al mafioso non era indagata

7 maggio 2019 di Egidio Morici

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Ci scrive l’avvocato Giovanni Antonio Rizzo, per conto del suo cliente Sebastiano Parrino.
 
Quest’ultimo è il protagonista, insieme a Ciro Pellegrino, dell’intercettazione inviata (almeno in una sua parte) via Whatsapp dall’appuntato scelto dei carabinieri di Castelvetrano Giuseppe Barcellona, al colonnello della Dia di Caltanissetta Alfio Zappalà che, a sua volta l’avrebbe inviata via mail ad Antonio Vaccarino. L’ex sindaco di Castelvetrano l’avrebbe poi stampata e data al mafioso Vincenzo Santangelo.
 
Ci siamo occupati ampiamente di questa vicenda dai contorni oscuri, che ha visto l’arresto dei due ufficiali e di Vaccarino, recentemente scarcerato dal tribunale del Riesame, in un approfondimento in quattro parti dal titolo “L’enigma Vaccarino”.
 
Sebastiano Parrino, sarebbe stato oggetto di una perquisizione domiciliare.
 
A dirlo, in una sua nota (che pubblichiamo così come ci è pervenuta), è lo stesso avvocato Rizzo, precisando che il suo cliente però non risulta indagato:
 
“Buongiorno sono avv.to Giovanni Antonio Rizzo.
 
la contatto in merito a articolo in cui il sig. Parrino viene menzionato quale “INDAGATO” POSIZIONE NON VERA IN QUANTO LO STESSO NON RISULTA INDAGATO MA SOLO OGGETTO DI PERQUISIZIONE DOMICILIARE.
 
LA INVITO A CORREGGERE ARTICOLO IN MANIERA UFFICIALE SALVO POSSIBILITA’ DI RICHIEDERE EVENTUALI DANNI”
 
Parrino, prosegue l’avvocato Rizzo, è un suo cliente, “nel senso – aggiunge – che mi ha nominato nella fase della perquisizione ma formalmente non hanno notificato alcun avviso di garanzia pertanto la invito a correggere gli articoli che lo vedono come indagato”.
 
Per finire poi, sottolinea che provvederà a “visionare personalmente che siano stati corretti con dovute scuse”.
 
Certo, le scuse sono doverose. Anche se è stato facile equivocare: in tanti, compresi noi di Tp24, data la grande attenzione degli inquirenti a quel dialogo intercettato, avevano dato per scontato che i due fossero indagati.
 
Invece no. Come d’altra parte, al momento delle intercettazioni ambientali e telefoniche, non era indagato nemmeno Vaccarino. Circostanza, per quest’ultimo, alla base dei due motivi di impugnazione da parte dei suoi avvocati davanti al Riesame che ne ha disposto la scarcerazione.
 
Ricordiamo che il dialogo intercettato sarebbe composto da due parti, ma quella condivisa sarebbe soltanto la prima (quella riguardante i commenti sul funerale di Cimarosa ad opera delle onoranze funebri Santangelo).
 
L’altra, riguardante invece i possibili luoghi frequentati da Matteo Messina Denaro durante la latitanza, non sarebbe invece stata inviata.
 
Di seguito i link al nostro approfondimento:
 
Castelvetrano e l’enigma Vaccarino/1. Le origini e la politica
 
Castelvetrano e l’enigma Vaccarino/2. La mafia e i servizi segreti
 
Castelvetrano e l’enigma Vaccarino/3. Le anomalie nella ricerca di Matteo Messina Denaro
 
Castelvetrano e l’enigma Vaccarino/4. Messina Denaro, la guerra tra procure
 
Egidio Morici per TP24.it

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