Porto intasato di Selinunte. I retroscena della bonifica da 48 mila euro

31 maggio 2019 di Egidio Morici

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E ricomincia l’ennesimo atto di una scena che va avanti ormai da decenni: la bonifica del porto di Marinella di Selinunte.
 
Con 48 mila euro di fondi regionali, i lavori disposti dal Genio Civile di Trapani iniziano adesso e dovrebbero terminare tra due mesi.
 
Se ne occuperà la Cogemat, la stessa impresa che sta operando le demolizioni delle case abusive a Triscina.
 
Nella puntata precedente, siamo nel marzo del 2018, qualcosa era andato storto: era crollata una banchina. E quindi la rimozione delle alche (anzi, della “posidonia oceanica”) e della sabbia aveva subito uno stop.
 
Una vera sfortuna.
 
Proprio quando l’ex onorevole Toni Scilla di Mazara del Vallo si era interessato, ottenendo l’intervento da parte dell’assessorato regionale alle infrastrutture – qui in Sicilia le cose si fanno quasi sempre per “l’interessamento” di un politico – è crollata la banchina sotto il peso dei mezzi di lavoro.
 
Tutto rimandato.
 
Il malcontento tra i pescatori era aumentato fino a minacciare di non andare alle urne per le amministrative del 28 aprile, dopo due anni di commissariamento per mafia.
 
In un lenzuolo, appeso vicino la scuola elementare che avrebbe ospitato le due sezioni della borgata, avevano scritto: “Il 28 se non andiamo a lavorare, non andiamo a votare”.
 
Ma proprio il giorno prima delle votazioni, guarda un po’ che coincidenza, ecco che la Regione siciliana stanzia 48 mila euro dal fondo di riserva per le spese impreviste (è crollata la banchina, più imprevisto di così…) per il dragaggio di sabbia e alghe.
 
Stanziamento che riaccende la fiducia nelle istituzioni e soprattutto in Toni Scilla, attuale commissario provinciale di Forza Italia.
 
Tutti alle urne quindi.
 
E non solo per le amministrative.
 
Due giorni dopo il voto del 26 maggio alle europee, ecco spuntare l’ordinanza regionale per i lavori di somma urgenza.
 
Il porticciolo è ridotto piuttosto male, perché oltre alla posidonia è intasato dalla sabbia. Senza contare la banchina crollata.
 
Basteranno 48 mila euro?
 
In passato, se ne sono spesi molti di più ed il porto era messo un po’ meglio di adesso: 80 mila euro nel 2009, 107 mila euro nel 2012 e 148 mila euro nel 2010.
 
Insomma, dieci anni fa, per lo stesso intervento, ci vollero 100 mila euro in più.
 
Certo, tutti sanno che tornerà ad intasarsi dopo meno di due anni se non si interverrà seriamente a modificare la struttura.
 
Intanto, i mesi di giugno e luglio saranno il palco principale della prossima scena.
 
Anche quest’estate si recita a soggetto.
 
Irrinunciabile tradizione.
 
Egidio Morici per TP24.it

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