Castelvetrano, 7 ore di consiglio comunale. Minoranza ruggisce, scena muta dei 5 Stelle

2 giugno 2019 di Egidio Morici

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Sarebbe potuta durare meno di due ore, invece ce ne sono volute sette per questa seduta d’insediamento del consiglio comunale di Castelvetrano.
 
Obiettivo Città omaggia con una rosa rossa tutte le donne del massimo consesso civico.
 
Ma dopo appena un’ora, ecco la prima sospensione concessa da Enza Viola che ha aperto l’assise, essendo stata la più votata tra i consiglieri.
 
Una ventina di minuti per chiarirsi le idee, in seguito all’intervento del consigliere Giuseppe Curiale (e di Salvatore Stuppia), entrambi di Obiettivo Città, che hanno denunciato il caso di un consigliere coinvolto in un contenzioso col comune e quindi in condizioni di incompatibilità col suo ruolo.
 
Intanto, il 5 Stelle Marcello Craparotta abbandona l’aula.
 
Non ci vuol molto a capire: il consigliere in questione è lui. Ed il contenzioso era stato avviato dalla Commissione straordinaria nel 2017, perché Craparotta non aveva pagato l’affitto dei locali del comune nel sistema delle piazze.
 
Il consiglio comunale ha quindi preso atto della relativa incompatibilità, facendo scattare i dieci giorni di tempo per sanare il debito col comune, così come sottolineato dal consigliere Patrick Cirrincione prima e dal sindaco Enzo Alfano dopo, nel suo intervento verso la fine della seduta. Diversamente, Craparotta dovrà rinunciare al posto di consigliere.
 
Poi si passa all’elezione del presidente del consiglio.
 
La minoranza si aspetta una proposta da parte dei 5 Stelle. Ma niente, non arriva.
 
Interviene Calogero Martire ed altri consiglieri di minoranza.
 
Salvatore Stuppia, di Obiettivo Città, chiede ai pentastellati di indicare un candidato credibile, dal momento che “il consiglio è stato dissacrato dalle Iene”.
 
Marco Campagna del Partito Democratico incalza: “Adesso tocca a voi. Parlate! Dite qualcosa!”
 
Tutti zitti. La combattività tirata fuori sui social in campagna elettorale, sembra essere sparita. O forse è una strategia, per non cedere alle provocazioni.
 
Stuppia esce un po’ fuori tema e parla di quando lui era assessore alla cultura, di quando era consigliere comunale nella seconda amministrazione Bongiorno: “Prima che voi possiate eguagliare i risultati del 2015 da un punto di vista culturale, in questa città, potete chiamare… non le baronesse e le contesse (riferendosi alla contessa Chiara Donà Dalle Rose, consulente alla cultura a titolo gratuito, ndr)…”
 
Ed il pubblico: Buuuu!!!
 
Ma lui prosegue: “Era un modo stimolante per dirvi ‘stupitemi’. Io sono pronto a chiedervi scusa, quando vedrò le gondole veneziane, non dico sul fiume Modione o Belice, ma almeno sul lago Trinità di Delia”.
 
Alla fine, per la carica di presidente del consiglio comunale, viene eletto il consigliere Patrick Cirrincione e Stuppia dice che il voto è stato segnalato perché in alcuni era stato indicato solo il cognome, in altri prima il nome e poi il cognome ed in altri ancora il contrario.
 
Anche lì, i 5 Stelle zitti, tranne Filippo Foscari: “Ma che vuol dire? Anche le preferenze su Enza Viola erano caratterizzate dalla stessa alternanza. Anche quello era un voto segnalato?”
 
Applausi del pubblico.
 
E Cirrincione comincia da subito il suo nuovo ruolo
 
Poi c’è l’elezione contestuale del vicepresidente e del cosiddetto “terzo componente”.
 
“Proponete qualcuno! – dice Monica Di Bellatradizionalmente, il terzo componente è una figura che dovrebbe rappresentare l’opposizione”.
 
Ma anche qui non arrivano proposte.
 
E allora, dopo un po’, ecco un’altra sospensione della seduta.
 
Ma prima che i lavori consiliari possano riprendere, il nome del vicepresidente eletto dal consiglio viene già comunicato da un giornale on line locale.
 
E Martire lo sottolinea platealmente, facendo gli auguri in anticipo al consigliere 5 Stelle Ignazio Maltese: “L’abbiamo saputo dalla stampa”.
 
Il pubblico rumoreggia.
 
Enza Viola propone la nomina per acclamazione: “Non mi sembrerebbe corretto votare. E a questo punto propongo l’annullamento della seduta”.
 
Si vota lo stesso. Maltese prende 14 voti, Biagio Virzì (sempre del Movimento) ne prende 8 ed una scheda rimane bianca.
 
Risultati che non garantiscono la rappresentanza della minoranza e che imporrebbero di rivotare. Che fare?
 
Ulteriore pausa.
 
I consiglieri ne approfittano per parlare con i propri parenti e amici tra il pubblico. Stuppia porta una rosa alla moglie (“ne avevamo comprata qualcuna in più”); il vicepresidente Maltese ha il tempo di abbracciare la mamma che, coraggiosamente, ha seguito fino alla fine la seduta. Intanto tra il pubblico rispondono ai cellulari: “Sono in consiglio comunale dalle quattro del pomeriggio…”, “Lo so che sono le nove passate, ma qui la cosa va per le lunghe…”.
 
Alla fine, il presidente Cirrincione evita che si torni a votare, chiedendo nominalmente ai consiglieri di minoranza se si sentissero rappresentati da Biagio Virzì come terzo componente.
 
Dicono tutti di sì.
 
Il vice è Maltese ed il terzo componente Virzì.
 
Il sindaco Enzo Alfano, nel suo primo intervento, tocca diversi argomenti, presenta gli assessori e le relative deleghe. Mentre, sull’incompatibilità del consigliere Craparotta dice:
 
“C’è stato un momento di sgomento da parte nostra per la rilevata incompatibilità di un nostro consigliere comunale, che poi è un nostro amico; una persona molto per bene; uno che si spende molto per il prossimo nella quotidianità. Per la mia esperienza bancaria io faccio una differenza tra chi ha un debito e non può onorarlo perché non ne ha la possibilità. E chi invece ce l’ha e cerca contenziosi per allontanare il momento del pagamento. Noi ci occuperemo di questo caso e cercheremo di eliminare il motivo dell’incompatibilità.”
 
Tra ringraziamenti e frasi di rito, alla fine termina una seduta che sembrava non dovesse finire mai, dove il dialogo non è stato certo il protagonista.
 
Troppo chiusa la maggioranza. E forse troppo aggressiva la minoranza.
 
Ma c’è sempre tempo per migliorare.
 
Le prime sette ore sono passate. Rimangono ancora 5 anni.
 
E un sacco di cose da fare.
 
Egidio Morici per TP24.it

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