Castelvetrano, Caccamo sui 5 Stelle e sul corteo del 16 giugno

7 giugno 2019 di Egidio Morici

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Nella prima parte di questo approfondimento, abbiamo sottolineato come il futuro della città di Castelvetrano dipenda anche dal buon feeling tra l’amministrazione e l’apparato tecnico burocratico del comune.
 
Feeling che con la commissione straordinaria è stato quasi assente, come se un sistema indefinibile, non avendo accettato lo scioglimento per mafia, avesse deciso di fare di tutto per rendere la vita difficile ai commissari, difendendo il proprio potere.
 
Abbiamo già riportato il racconto che il dottor Salvatore Caccamo ci fece durante un’intervista a conclusione del suo mandato, parlando della vicenda del trasferimento degli uffici della polizia municipale da piazza Matteotti in via Mattarella.
 
Qui riportiamo le sue risposte alle altre domande.
 
Come percepisce il Movimento 5 Stelle locale?
 
Una loro delegazione era venuta a trovarmi ancor prima della presentazione delle liste, in un incontro anticipato dalla Camera dei deputati.
 
Ho percepito un buon interesse nei confronti dell’ambiente e della raccolta differenziata. Si sono informati sul perché delle proroghe alla Dusty e sul capitolato d’appalto quinquennale, fermo a causa dei vari ricorsi.
 
Hanno manifestato l’intenzione di proseguire sul solco tracciato dalla commissione.
 
E cosa farebbe oggi la commissione, prima dell’inizio dell’estate?
 
Sicuramente rivalorizzare il polo tecnologico.
 
La Srr ha presentato un progetto per l’utilizzo dell’impianto come centro di compostaggio, con un impianto mobile. Attualmente avrebbe tutti i requisiti per poter funzionare. Quando la commissione fece il provvedimento di requisizione a causa dell’emergenza, sono stati fatti alcuni interventi sulla sicurezza: sono state ripulite le canalette per il convogliamento del percolato e rese impermeabili le vasche di contenimento.
 
Il progetto è stato consegnato all’assessore regionale ai Rifiuti e ai Servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon. Ma anche al curatore fallimentare di Belice Ambiente, Giuseppe Antonio Lentini, che ha mostrato apertura. L’intervento della Regione e del Prefetto potrebbero rendere le cose più fattibili.
 
I presupposti per l’utilizzo ci sono. Certo, detta le condizioni il proprietario. Però se interviene la Regione ed il Prefetto che, nel recente passato si è incontrato con lo stesso assessore Pierobon, la cosa potrebbe andare in porto.
 
Anche perché l’intervento finanziario dovrà essere di tipo regionale.
 
Il nocciolo principale è davvero il degrado e la mancanza dei servizi?
 
Certo, il degrado è sotto gli occhi di tutti. Ma è una conseguenza di ciò che negli anni passati non si è fatto. Ho trovato il debito di 9 milioni con l’ex Gemmo, il debito con Sicilia Acque…
 
Ciò mi ha impedito di potere interloquire con coloro che gestivano la pubblica illuminazione ed il servizio idrico. Ed è una difficoltà che sicuramente incontrerà anche il nuovo sindaco.
 
Io però non ho mai sentito parlare delle operazioni polizia che si sono susseguite in questi 24 mesi. Sono argomenti quasi assenti dall’agenda politica e dalle campagne elettorali. Sotto questo profilo, il silenzio è assordante.
 
Le è stato rimproverato di essere distante dalla gente. Perché?
 
Qualcuno ha voluto assimilare la commissione ad un’amministrazione politica. Ma noi abbiamo avuto ben altri compiti, molto diversi dalla presenza nelle pubbliche piazze. Non avrei potuto sostituirmi alla compagine politica ed essere presenzialista sul territorio.
 
Qualcuno, ha strumentalmente inciso sotto questo profilo, volendo evidenziare una commissione assente e distaccata dal contesto. Ma non era il mio compito.
 
Una volta che la commissione era stata assimilata all’amministrazione politica, a maggior ragione il cittadino pretendeva i servizi, secondo la convinzione che laddove non era riuscito a garantirli il politico, avrebbe dovuto pensarci lo Stato.
 
Ho letto che si vogliono fare addirittura dei sondaggi sul gradimento della gestione commissariale, proprio adesso che stiamo andando via, mentre c’è già un sindaco eletto. Se non è una provocazione questa…
 
Di questa sua esperienza castelvetranese, che cosa l’ha più infastidita e che cosa invece l’ha colpita favorevolmente?
 
Senza dubbio, la cosa più fastidiosa è stata il corteo del 16 giugno. Era la prima volta che veniva rivelata l’acredine nei confronti della commissione con una manifestazione pubblica, alla quale hanno partecipato anche esponenti del clero e delle istituzioni scolastiche. Non era mai successo. Evidentemente poi, essendosi resi conto di aver esagerato, hanno riveduto grossolanamente il senso del corteo, al quale però non hanno partecipato diversi esponenti delle istituzioni che avevano invitato, dal prefetto al vescovo.
 
In seguito alla manifestazione poi, non mi risulta che siano stati affrontati quei temi di attualità collegati alle operazioni di polizia che si sono susseguite in città e che sono scivolate come acqua fresca.
 
Ricordiamoci che il comune non è stato sciolto per l’illuminazione carente o per i problemi di erogazione idrica, ma per infiltrazioni mafiose.
 
Mi ha invece colpito favorevolmente la voglia di fare e l’impegno di alcuni che, anche se ancora in pochi, rappresentano il potenziale di rinascita della città, a prescindere dalle appartenenze politiche.
 
Egidio Morici per TP24.it

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