La procura dà ragione a Vaccarino sul processo del 1992: quello di Calcara fu depistaggio

30 giugno 2019 di Egidio Morici

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Giovedì scorso si è svolta l’udienza per la revisione del processo di Antonio Vaccarino.
 
Si tratta di quell’udienza che era stata fissata per l’8 maggio a Catania (ne avevamo parlato qui) e che, dopo gli arresti dell’ex sindaco (poi scarcerato) e dei due carabinieri, era appunto stata rinviata al 27 giugno.
 
La revisione è relativa alla condanna di Vaccarino per traffico di droga, in seguito all’arresto del 1992 (operazione Palma). Un processo nel quale si è sempre dichiarato vittima del controverso collaboratore di giustizia Vincenzo Calcara, che fu uno dei suoi principali accusatori.

 

Ma stavolta sarebbe stata proprio la stessa Procura generale a chiedere l’accoglimento della revisione del processo, parlando delle falsità delle accuse del Calcara e facendo riferimento ad un depistaggio.
 
Che il giudice possa accogliere la revisione diventa ormai una quasi certezza, che farebbe scaturire tutta una serie di domande, soprattutto sul depistaggio.

 

La vicenda, a questo punto, non riguarderebbe soltanto l’ingiusta condanna subita da Vaccarino per gli arresti del 1992.
 
Soprattutto se il depistaggio venisse collegato con le stragi. In questo caso potremmo trovarci di fronte ad un altro “caso Scarantino”.
 
Intanto Vaccarino, molto soddisfatto di un’udienza che è andata oltre le sue aspettative, ha manifestato la sua gratitudine agli avvocati Giovanna Angelo e Baldassare Lauria, “entrambi miei validissimi Difensori”.

 

Egidio Morici per TP24.it

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